Dal valico della Forcella si può vedere, nella sua interezza, la Conca del Tesino, con i Paesi di Pieve, Cinte e Castello. Pieve, alle pendici del Monte Silana è così chiamato perché antica sede della chiesa pievana della Valle. E' servito da strade trasversali collegate tra loro da ripide vie e gradinate, alcune delle quali conservano ancora il sapore di antico del selciato. A sud del Paese corre la strada provinciale che, dopo la diramazione verso Cinte, attraversato il torrente Grigno, porta a Castello e, di qui, al Passo Broccon, proseguendo poi per la Valle del Primiero.
a dalla cultura romana. Di questo periodo storico costituisce testimonianza la Via Claudia Augusta Altinate, - costruita nel 50 d.C. dall'imperatore Claudio, su una pista preesistente; essa collegava Altino sul mare Adriatico, con la Claudia Augusta Atesina, nei pressi di Trento. Lungo questo percorso, i Romani edificarono dei "castra", castelli o fortificazioni, dei quali esistono ancora oggi dei ruderi: Castelrotto a Strigno, Castel Nerva a Scurelle, la Tor Tonda a Marter e, più su, Castelvecchio. Anche Castrum Taxini era uno di questi, costruito sul colle di S. Ippolito. Attorno a questi "castra" sorsero i "vici" primi nuclei delle future comunità e centro di fusione tra le tribù originarie ed i legionari romani. Per questa Via giunsero probabilmente i primi apostoli cristiani, fra i quali Ermete. Quest'ultimo, primo evangelizzatore itinerante nelle nostre terre della Valsugana e Tesino, è vissuto nel III secolo d.c. ed è un martire storicamente accertato in quanto decapitato per ordine dell'imperatore Traiano. La leggenda fa risalire la fondazione della chiesa di Pieve al 125 d.C. Comunque è possibile ipotizzare che la Pieve sia sorta al posto di un analogo edificio dedicato al culto pagano o, che rappresenti, la trasformazione del medesimo. La Via Claudia Augusta rappresentò a partire dal 350 d.C. e dopo il crollo dell'impero Romano una via agevole per le scorrerie delle popolazioni nordiche dirette nella pianura veneta o di ritorno da essa. Queste tristi esperienze ed il declino dell'autorità Romana, costrinse le popolazioni locali a dotarsi di sistemi autonomi di difesa e di amministrazione autarchica mediante la conservazione delle proprie tradizioni ed usanze, il rispetto degli antichi diritti e degli impegni comuni e trovando appoggio in una istituzione religiosa e sociale chiamata, più tardi, "la Pieve". Durante l'impero Romano il Trentino era stato aggregato alla decima Regione Italica e suddiviso, amministrativamente, nei Municipi di Brescia, Verona e Feltre: quest'ultimo appartenente alla tribù Menenia, comprendeva il Tesino e quasi tutta la Valsugana. I Municipia, a loro volta, erano suddivisi in "Pagi", grandi distretti rurali al cui centro erano situati i "Vici", centri maggiormente abitati dotati di costruzioni più solide e confortevoli di quelle di villaggi periferici. Su questa antica struttura civile sorse così, un po' alla volta, un insediamento cristiano: "la Pieve". Il termine Pieve (da plebs) indicava un insieme di gente umile e semplice: contadini, artigiani, servi, ecc, anche se accoglieva, tra le proprie fila, dignitari o patrizi. Lo spirito di vita infatti era improntato all'umiltà, al distacco dai beni terreni ed al servizio del prossimo. Con questo termine venne quindi definita l'assemblea cristiana e, di conseguenza, anche il luogo dove questa si riuniva.
aggiunse in Trento anche la suprema autorità di principe e di sovrano in tutta l'estensione della vasta sua diocesi. Nello stesso tempo l'imperatore precisò, determinandone i confini, che la Bassa Valsugana ed il Tesino appartenevano alla Contea Vescovile di Feltre. E da quel tempo il Vescovo di Feltre fu per il Tesino pastore e sovrano insieme. Tale concessione, che ripristinava una dipendenza da quella città, risalente al 750 circa, fu confermata nel 1184 da papa Lucio 1110, in una lettera al Vescovo di Feltre, Drudo. Costituiscono eventi storici documentati, la partecipazione, alla Prima Crociata, nell'anno 1096, di Torneo e Roberto da Tesino e la consacrazione della Chiesa di Pieve da parte del primo Vescovo di Feltre di cui ci sia memoria, Fontejo, vissuto nel VI secolo. In questo periodo storico si viene delineando quella che sarebbe poi stata la Vicinia di Pieve Tesino.